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IL MARTIRIO DI SAN TERENZIANO


Opera sacra di Antonio Caldara
su testi del tuderte Giuseppe Piselli

I esecuzione in tempi moderni a cura di
Don Alessandro Fortunati

Revisione a cura di Luca Mancini

 

9 agosto 2019 

Auditorium San Francesco di Trevi (PG)

ore 21,30

BIGLIETTI: Intero € 15,00 Ridotto € 10,00

Angelo BONAZZOLI, San Terenziano

Annalisa PELLEGRINI, Angelo

Roberto MATTIONI, Flacco

Gino NAPPO, Leciano

Stefano FIORAVANTI, Cassio

CivicAntiqua Ensemble, Strumentale e Vocale

Gabriele BENIGNI, primo violino concertatore

Annalisa PELLEGRINI, preparatore vocale 

COMUNICATO STAMPA

Il Festival Federico Cesi Musica Urbis dedica nella  Edizione 2019 una programmazione importante alla Musica Antica: in soli 10 giorni sono previsti in cartellone artisti famosi come Emma Kirkby e Ashley Solomon, prime esecuzioni di inediti dell’epoca barocca e omaggi musicali di ispirazione seicentesca ad opera di importanti compositori contemporanei come Giovanni Sollima. In questa XIIma edizione il Festival Federico Cesi, in  collaborazione con la Diocesi di Orvieto-Todi (di cui vanta già il patrocinio) realizzerà la Prima esecuzione in tempi moderni dell’inedita opera sacra di Antonio Caldara  “Il Martirio di San Terenziano” composta nel 1718 su libretto di Giuseppe Piselli, letterato originario di Todi. Il manoscritto è stato rinvenuto lo scorso anno presso l’Archivio di Stato di Vienna dal Maestro Paolo Centurioni con l’aiuto di Don Alessandro Fortunati; si suppone che il Martirio sia stato rappresentato durante la Quaresima dell’anno 1718 presso la Corte degli Asburgo a Vienna, dove Caldara era musicista di corte e Piselli era poeta cesareo.

Venerdì 9 agosto, alle ore 21.30 presso l’Auditorium di San Francesco a Trevi, quindi, tornerà a nuova vita il “Martirio di San Terenziano”. L’organico dell’oratorio si compone di 5 personaggi: San Terenziano, interpretato dal contraltista Angelo Bonazzoli; l’Angelo, affidato alla voce del soprano Annalisa Pellegrini; Roberto Mattioni, tenore, sarà Flacco; Gino Nappo, baritono sarà Leciano e Stefano Fioravanti, basso, darà vita al personaggio di Cassio. Come già nella prima esecuzione del 1718, ad interpretare alcuni dei personaggi sono stati chiamati cantanti tra i più virtuosi da anni in servizio presso la Cappella Musicale Pontificia Sistina di Roma. L’oratorio prevede anche un ensemble strumentale, che per l’occasione sarà il CivicAntiqua Ensemble, già noto al pubblico per le collaborazioni con la famosa soprano barocca Emma Kirkby, di cui il primo violino concertatore stabile è Gabriele Benigni. Il piccolo coro è affidato all’ensemble vocale RomEnsemble che vanta già collaborazioni con i Berliner Philarmoniker. La trascrizione in notazione moderna è stata curata dal compositore Luca Mancini, già curatore di numerose edizioni moderne di Domenico Mazzocchi. Il coordinamento di questa prima esecuzione è di Don Alessandro Fortunati, delegato episcopale per la cultura della Diocesi di Orvieto-Todi.

La eccezionalità dell’operazione culturale proposta è determinata dal pregio artistico dell’opera che esprime una delle vene più felici del Barocco Italiano, testimoniata dall’internazionalizzazione degli autori. Di non poco conto infatti, è l’ importanza del compositore, Antonio Caldara (1670-1736), che è stato uno dei più noti musicisti della sua epoca, applaudito sia come operista che come autore di musica oratoriale e sacra, ancora oggi considerato una delle personalità musicali di maggior rilievo del Barocco Italiano. Importantissimo è stato l’apporto del librettista Giuseppe Piselli, nato a Todi alla fine del ‘600 che, dopo aver dato alle stampe numerosi lavori per importanti personaggi italiani e non, trasferitosi a Vienna nel 1690, divenne Poeta Cesareo come fu poi per Metastasio e Zeno.

Oltre al valore musicale e artistico della scoperta, il “Martirio di San Terenziano” testimonia il legame con il territorio umbro: come riportano le fonti agiografe infatti, San Terenziano fu una figura storica realmente esistita: fu Vescovo di Todi nel I secolo d.C.  Testimonianze ne rimangono sul territorio tuderte anche nelle dedicazioni al santo di numerose pievi della Diocesi Orvieto-Todi e nell’esistenza di località geografiche nominate “San Terenziano” ( la cittadina, il castello, ecc..). La trama dell’oratorio è tutta ispirata alla storia di San Terenziano e alla sua conversione e testimonia una conoscenza diretta del librettista che, cercando di dare ancor più concretezza storica agli eventi, introduce tra i personaggi Flacco di cui rimangono oggi tracce nella dedica della chiesa dei “SS Terenziano e Flacco” nel paese di  San Terenziano (PG) e Cassio, I vescovo di Narni.

L’oratorio sarà inciso per la Da Vinci Records di Osaka.